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Castello di Meleto
18 Novembre 2008
Roma
Pranzo stampa

La nota azienda chiantigiana si presenta alla stampa capitolina martedì 18 novembre con un tradizionale pranzo autunnale al ristorante Girarrosto Toscano Quale location migliore di uno storico ristorante toscano per presentare nella Capitale le nuove annate di una storica azienda del Chianti Classico? Il connubio tra i due è certo e lo dimostra il semplice menù scelto, adatto ad esaltare i vini proposti. Con l'Antipasto toscano si berrà il Villa Meletino 2006, Toscana Igt, un blend di sangiovese (70%) e merlot (30%) dagli spiccati aromi fruttati, piacevolmente fresco in bocca, media struttura e buon equilibrio. All'arrivo delle Fettuccine ai funghi porcini saranno due i vini ad essere presentati: il Chianti Classico Docg 2005 e Chianti Classico Docg Riserva "Vigna Casi" 2005 . Il primo vede una punta di merlot aggiunta alla base di sangiovese e matura per 12 mesi in botti di rovere di Slavonia, salvo un 20% della massa che matura in tonneaux. Ne consegue un vino dal bouquet intenso e complesso, tipico del vitigno, con spiccate note di marasca, viola mammola e vaniglia. L'ingresso in bocca è vellutato, con buona struttura ed ottimo equilibrio. Un Chianti moderno ed elegante. La riserva Vigna Casi vede crescere fino al 15% la percentuale di merlot impiegata così come l'invecchiamento in legno (che sale a 18 mesi) e registra un cambiamento della divisione delle masse tra botti grandi e botti piccole (50%-50%). Il vino che ne deriva si presenta con attraenti aromi di violetta, ciliegie e frutti di bosco, abbinati a piacevoli note speziate, mentre in bocca è rotondo e vellutato, sostenuto da tannini spessi e non aggressivi. Un vino che esprime con molto stile e autenticità il carattere del territorio. Anche con il secondo piatto, l'ormai classica Tagliata di manzo con rughetta (figlia moderna dell'ancor più classica fiorentina), saranno degustati due vini, i due Igt Toscana Fiore 2005 e Rainero 2003. Nel primo ritroviamo i due vitigni già incontrati, sangiovese e merlot (rispettivamente 60% e 40%), un invecchiamento per 12 mesi in tonneaux e un affinamento in bottiglia per oltre 6 mesi. Note minerali e di piccoli frutti, seguiti da frutta matura, leggeri accenni di tostatura e speziatura caratterizzano l'olfatto. All'assaggio è ampio e caldo, estremamente elegante ed equilibrato, con buona intensità nel finale. Il Rainero, dal nome di colui che edificò il nucleo originale del castello di Meleto, è prodotto in parti uguali da sangiovese, merlot e cabernet sauvignon e ha una maturazione di circa due mesi più lunga rispetto al Fiore. Nel bouquet unisce le note fruttate dei vitigni a quelle della vaniglia del rovere francese, accompagnate da spezie, tabacco e caffè. Al palato mostra grande rotondità e stoffa potente con notevole carica di tannini nobili. Finale molto lungo e piacevole. Il pranzo si concluderà – e non poteva essere diversamente – con i Cantucci accompagnati dal Vinsanto 2004, un vino prodotto da trebbiano e malvasia del Chianti secondo l'antica tradizione toscana, da uve lasciate appassire su graticci per circa tre mesi, quindi pigiate. Il mosto viene poi trasferito direttamente nei caratelli di rovere dove rimane indisturbato per circa quattro anni. Ambrato, con riflessi dorati, molto intenso con evidenti note di frutta secca e candita, al palato è rotondo e concentrato. Quella del Castello di Meleto è un proprietà di circa 1000 ettari, dei quali 180 vitati. Il vitigno principe è il sangiovese, seguito da merlot, cabernet e syrah e altri vitigni tradizionali. Il terreno è prevalentemente galestro, alberese e marne calcaree: è su questi terreni aridi e sassosi che la vite dà i suoi frutti migliori, colmi di profumi ed aromi naturali.

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